Packaging: perchè investire nell’involucro?

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Come già ripetuto più volte all’interno di questo sito, l’apparenza è, al giorno d’oggi, ancora molto importante.

Dobbiamo quindi pensare che un prodotto viene quasi sempre visto subito dopo il proprio “abito”.

 

Immaginiamoci al supermercato, davanti ad una miriade di prodotti (più o meno) equivalenti. In base a quali criteri scegliamo quale acquistare?

1) Il prezzo. Indubbiamente criterio basilare che utilizzeremo per la nostra scelta.

2) L’imballaggio, il contenitore, il packaging appunto.

 

Lasciando perdere per il momento il primo punto, andiamo ad analizzare il secondo, l’imballaggio.

 

Come si invoglia il cliente ad acquistare il tuo prodotto

Nel settore del packaging (o imballaggio o qualsivoglia altro termine per indicare l’involucro) mai come negli ultimi anni, il grafico creativo viene posto di fronte alle complesse problematiche di frequente adottate dall’advertising tradizionale. Per farla breve, se fino a 10 anni fa c’erano 10 marche di acque minerali e le bottiglie più o meno si equiparavano nelle forme, dimensioni ed etichette, oggi di marche ce ne sono centinaia. Serve quindi un qualcosa, un valore aggiunto che permetta al cliente di scegliere la vostra, piuttosto che la bottiglia concorrente (a parità di contenuto, si intende).

Da parte del grafico deve esserci quindi un’attenta indagine di mercato e individuazione dei segmenti di consumo. Individuare quindi qual è il consumatore finale al quale vogliamo vendere il nostro prodotto. Una volta individuata la tipologia del cliente finale, nel nostro caso ad esempio vogliamo vendere la bottiglia d’acqua allo sportivo, il grafico può cominciare a personalizzare il prodotto, fornirgli un’identità importante e credibile.

È importante che il messaggio dell’etichetta, in questo caso, risulti corretto ed esauriente sotto il profilo delle informazioni e non costituisca solo una invenzione di vendita.

 

Quanto e cosa scrivere sulla confezione

Ci sono settori, come quello alimentare, dove un’esplicita funzione informativa deve essere più evidente. In altri settori, in genere quelli legati al lusso, informare “troppo”, può risultare superfluo, se non controproducente. Un esempio pratico? Prendiamo sempre la nostra bottiglietta d’acqua. Sull’etichetta dovremo scrivere bene in evidenza i vantaggi che il consumatore ne trarrà dal bere quella piuttosto che una concorrente, dovremo scrivere (se il nostro target di consumatore è lo sportivo): ricca di sali minerali, ideale per sportivi. Potremo inserire icone che richiamano allo sport, all’idea del benessere, ecc. Utilizzeremo colori come il rosso (energia, potenza) piuttosto che il nero (forza e serietà). O anche un bel blu (salute, natura).

 

Immaginate ora se il prodotto da vendere fosse invece un profumo, piuttosto che una pipa, un orologio o una bottiglia (sì, ci piacciono le bottiglie) di champagne. La tecnica di indicare sulla confezione quanti più dati e indicazioni vogliamo far conoscere, è da scartare. La scatola deve incuriosire, o comunque lasciar intendere, senza svelare troppo. Dobbiamo il più possibile fare in modo che il consumatore (o la persona che riceverà questo prodotto, in genere quasi sempre questo prodotto si presta ad essere regalato) sia incuriosito e attratto da quello che troverà dentro. Quindi poche informazioni, confezione accattivante, ricercata, inusuale, una forma performante e materiali sempre più innovativi sono gli elementi che fanno al caso nostro.

 

Dobbiamo catturare l’attenzione del cliente. Dobbiamo aggiudicarci la sua preferenza.

Quindi, quando vi affiderete al vostro grafico (a noi!), le domande che dovrete porre saranno:

Una volta messo sullo scaffale, si noterà?

I clienti lo compreranno?

Capiranno che è un nuovo prodotto, che l’abbiamo modernizzato e modificato?

 

E noi saremo ben lieti di rispondervi: “Certo. Ecco in che modo!”

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