Effetto vampirizzazione nella pubblicità

pubblicità ed effetto vampirizzazioneDivano. Televisore acceso. Passa una pubblicità e, presi dalla storia bellissima o dal divo mozzafiato di turno, non ricordiamo il prodotto sponsorizzato.

Abbiamo appena assistito all’effetto vampirizzazione di quello spot, ossia quel fenomeno per il quale una storia troppo avvincente o un personaggio famoso monopolizza l’attenzione del telespettatore non facendogli memorizzare il prodotto sponsorizzato. Questo fenomeno è abbastanza datato dal momento che ha cominciato a manifestarsi con l’introduzione della storia-spettacolo nel Carosello.
Sono la prima a pensare che occorra distinguersi per accaparrarsi quel briciolo che rimane dell’attenzione del pubblico, ma il fine principe dello spot dovrebbe rimanere sempre quello di promuovere e far ricordare il prodotto o il servizio, oltre che far parlare.

Facendo qualche esempio pratico, rimanendo in tema di mostri (ehi, d’altronde halloween è appena passato!) personalmente trovo che gli ultimi spot del Buondí Motta (agenzia Saatchi & Saatchi) siano vincenti perchè con le loro storie horror-comedy riescono a far parlare e ricordare il prodotto.

Che ci siano stati poi grandi dibattiti e indignazione (!!) sull’asteroide che disintegra un’intera famiglia prima, e sugli zombetti che si aggirano per le corsie del supermercato per accaparrarsi l’ultima scatola di Buondì poi, è indubbio. Ma è indubbio anche che la merendina rimane al centro della storia, soprattutto nell’ultimo spot, ed è facile non dimenticarsene: “vampiri” 0 – Motta (e zombi) 1

Effetto vampirizzazione nella pubblicità

Tornando all’effetto vampirizzazione, invece, è facile che questo fenomeno si possa riscontrare più di frequente nelle pubblicità dove compare un personaggio molto famoso, spesso del cinema, dello spettacolo o dello sport, che con la sua notorietà si prende tutta la scena. Mi ricordo Djokovic che lasciava il campo da tennis per scarrozzare sulle colline a bordo di una macchina (sí ma quale?) o Andy Garcia che dopo un pasto in compagnia sorseggia un amaro (era un amaro?).

Oppure senza citare personaggi famosi, ricordate quel signore che aprendosi la camicia e mostrando un reggiseno a un uomo esclama: ” Io non sono tuo padre, sono tua madre!”? La storia era così inverosimile, demenziale e slegata al prodotto che in pochi dopo una prima visione avranno ricordato che pubblicizzava dei potenti chewingum. (nota: pare che da un sondaggio effettuato, il pubblico intervistato abbia pensato che pubblicizzasse un’auto, un detersivo, un reggiseno o un programma comico).

Qualcuno ora dirà: io mi ricordo quel prodotto! Ne sono certa, la percezione di ció che osserviamo varia da persona a persona, è soggettiva e legata anche agli interessi del singolo: se io fossi appassionata di automobili probabilmente avrei notato e ricordato che quel famoso tennista guidava una Peugeot 208.

Alla prossima e occhio ai vampiri in tv!

Ps: Andy Garcia sorseggiava Amaro Averna e i chewingum potenti erano i Vivident Blast.

 

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